Una casa con soppalco ritagliata in pochi metri

La sfida progettuale affrontata prevede la ristrutturazione e la riqualificazione di un appartamento situato all’interno di un piccolo ed antico borgo ai limiti della città.

L’intento progettuale è stato quello di coniugare le ridotte dimensioni spaziali dell’unità abitativa con le sue altezze interne. Nonostante la modesta superficie calpestabile, si è intravista la possibilità di eliminare l’esistente controsoffittatura in cannicci (posta molto al di sotto del livello di copertura) e pertanto di sfruttare la potenzialità data dalle altezze interne dei locali.

Intravista questa nuova potenziale spazialità, la soluzione progettuale ha quindi proposto di dar forma ad una sequenza di ambienti disposti su diversi livelli mediante la realizzazione di una superficie soppalcata che, caratterizzata da struttura in acciaio e assi maschiate, si estende occupando solo parzialmente lo spazio e dando vita a tre ambienti distinti:

– uno spazio a tutt’altezza nella porzione lasciata libera dal soppalco;

– una zona di altezza contenuta posta al di sotto della struttura di orizzontamento del soppalco;

– un livello superiore soppalcato.

Le funzioni sono state quindi gerarchicamente definite dalla soluzione compositiva perseguita e pertanto la zona a doppia altezza è stata destinata ad ospitare la zona giorno, lo spazio sottostante il soppalco ha accolto la cucina e gli ambienti di servizio, mentre la superficie superiore del soppalco è stata riservata alla zona notte.

La presenza della zona soppalcata ha permesso dunque di sfruttare funzionalmente la superficie aggiunta all’esistente metratura e, al tempo stesso, di percepire da diversi punti di vista i diversi ambienti compenetranti tra loro ed in relazione reciproca.

La struttura spaziale così definita è poi stata gestita mediante la realizzazione di tre volumi che accolgono (e nascondono) al loro interno gli ambienti di servizio dell’appartamento: i due bagni e le armadiature.

A questi si è aggiunto un ulteriore volume all’interno dello spazio a tutt’altezza: la porzione inferiore della scala interna è infatti stata pensata per coniugare in unico elemento l’aspetto funzionale della connessione verticale con quello contenitivo.

Le murature perimetrali esistenti, originariamente ricoperte da uno spesso strato sabbioso, sono state valorizzate mediante un’attenta pulizia e ripristino che hanno permesso di mantenere evidente la loro identità storica e di esaltare il disegno compositivo delle pareti.

Il legno in essenza rovere è stato utilizzato, declinandolo in diverse finiture, a comporre tutto l’apparato percettivo-estetico dell’intervento, dando così unitarietà ed unicità a tutti gli elementi del progetto.

realizzato con

Antonio Munarin

fotografo

Marco Totè